Miele sulla pelle

Stavo cercando qualcosa di strano e di lontano,
dimenticato nei bordi del tempo… e guarda
cosa esce fuori:
Un Capezzolo!!!
Si si proprio un capezzolo, ecco quello che
andavo cercando.
Bello, turgido e duro, da suggere come un ape
fa col polline dei fiori, avidamente,
inesorabilmente.
Lo sentivo caldo in bocca, e fra le labbra
umide ci giocavo tirandolo e mordendolo,
toccandolo con la punta della lingua oppure con
tutto il muscolo.
Ci stavo ore, ero lì bello imbambolato con sto
capezzolo in bocca, lei che fremeva ed io che
gioivo… Amo i capezzoli, adoro i seni dei
quali essi sono il perfetto completamento e
letteralmente impazzisco per tutta la figura
femminile costruita ad arte dalla natura
attorno ad esso. Inutile dire che al pari dei
capezzoli amo spasmodicamente il clitoride e
tutto il sesso femminile che lo attornia.
Avete mai notato le differenze? Molte sembrano
cozze, altre fragole… talune sembran vongole
veraci ed altre ancora strane labbra gonfie e
umide. Ma una cosa è certa: qualsiasi forma
abbiano son sempre paradiso da cui sgorga
nettare. Ma io divago…
Tornando al capezzolo:
Ci misi sopra del miele che avevo con me- preso
alla fiera a Savona proprio due ore prima- e
continuai l’operazione in modo metodico, mentre
piano piano la mia mano la accarezzava su tutta
la pelle nuda e sudata, lasciando tracce di
miele mentre scendeva morbidamente verso le
gambe, meta finale di quel pellegrinaggio in
punta di dita.
Arrivato al sodo, trovai esattamente quello che
stavo cercando, mollai il capezzolo e scesi giù
con le labbra, ripercorrendo lo stesso percorso
fatto dalle mie mani.

Arrivai sull’altra splendida protuberanza
femminile, lo presi tra le labbra e ci giocai
fino a farla arrivare all’acme.
Poi mi alzai, e la vidi sversa sul sedile del
treno per pietra ligure, con la faccia madida e
goduta.
Mi chiese di urinarle tra i capelli.
Provai moto di schifo, me ne andai col la patta
aperta ed una meravigliosa erezione
inconsolata.
Il controllore mi vide e mi fece scendere dal
treno.
Ero a Finale Ligure, erano gli ultimi giorni
del millennio passato,
ed io avevo appena appreso fino a che punto ero
disposto ad arrivare con una donna, e quali
limiti non avrei oltrepassato mai.

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Miele sulla pelle by Fabio Donati is licensed under a Creative Commons Attribuzione-Non commerciale-Non opere derivate 2.5 Italia License.

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