Birra, tabacco &…

Inizio a considerare che non me ne frega nulla,
di banalità e di idiozie, di cercare soluzioni
impossibili a problemi improbabili, o soluzioni
improbabili per problemi irrisori.
Non mi importa un fico secco di piacere, di
prendermi sul serio, di non fare figure di
merda, di arrovellarmi su cosa farò domani o
tra dieci anni.
Proprio nulla
E me ne batto il belino ed anche il culo di
critiche variegate al mio stile di vita, di
uomini saggi che elargiscono consigli perché
loro “ne sanno”;
Di tutti quelli che reputano tu debba
rendergliene conto in un modo o nell’altro;
Non mi importa di dio e degli scesi scesi in
terra, vestiti da falsi profeti figli del loro
ego, del tutto piccolo ed insignificante;
Non bado ai santoni, capi di governo, generali
di stato, politici e magistrati;
Non mi curo di eroi e miti, di carriera e di
abiti gessati… No, non me ne frega
assolutamente nulla.
E non mi importa se Laura e Marco sono andati
via, di certo non piango o mi dispero, né tanto
meno mi pongo il problema se a casa di Luca
fanno una festa e tutti i ragazzini idioti e le
bimbe sbrodolanti escon scemi per qualcosa che
oggigiorno chiamano “canzoni”.
Evito come la peste i salutisti, la moda e gli
imprenditori.
Di solito il mio interessane viene stuzzicato
molto di più un sorriso di un bambino,
di quelli che ti donan tenerezza e gioia;
da una frase di amore, da una di odio;
da una qualsiasi espressione di sentimenti
che non siano falsi ed ipocriti:
l’amore per l’arte, l’amore per la vita
e, persino, l’amore per la morte;
Normalmente mi curo solo di infelicità e
tristezza, di gioie piccole piccole e di
romanticismo anacronistico.
Ma in questa mattina, postuma da
una serata colma di rum,birra, tabacco ,

discorsi su sesso e belle fighe-
cosa può esserci di più importante
per due ragazzi poco più che ventenni?-,
ciò di cui realmente mi importa è rendere
omaggio a questa visione e godermela,
incurante di tutto, del luogo in cui mi trovo
e del motivo per cui sono lì:

Ed eccoli!
Messi in bella vista da una strana coincidenza
della vita femminile, che molte definiscono con
un puntino rosso su un lunario.
Eccoli lì, i Monet della mia estatica visione.
Belli e nobili, si ergono al di sotto di una
magliettina azzurra e la alzano, tanto son duri
e turgidi.
Ci si potrebbe appendere un attaccapanni
con su un vestito.
Erotici vessilli di un piccolo seno a coppa,
posto nel petto di un corpo atletico, sodo,
dipinto sul ventre scoperto e piatto.
Mi rapiscono, mi illuminano;
Mi mandano in estasi penetrandomi dagli occhi,
e mi incitano ad avvicinarmi a lei,
a farla mia:
“Prendici” mi dicono
“strizzaci, mordicchiaci, succhiaci
e fai tuo anche il resto del nostro corpo”
Così duri e sensuali mi ipnotizzano al punto
che oramai me li sento in bocca attraverso
quella magliettina da ginnasta, come se li
succhiassi davvero attraverso di essa.
E sono umidi e caldi sotto il tocco della mia
lingua. E sento perfino il sudore di lei che mi
scivola in gola, mentre son chino con la mente
su quel senso poco degno di tale nome:
rapisco quel gusto salato,
lo faccio mio per sempre..
Mi calmo un attimo,
giusto il tempo necessario
a non saltarle addosso.
“Ecco” mi dico
“di questo solo mi interessa realmente”
Tutto il resto è futile
Tutto il resto è vano

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Birra, tabacco &… by Fabio Donati is licensed under a Creative Commons Attribuzione-Non commerciale-Non opere derivate 2.5 Italia License.

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