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Pubblicato su Novità del Mac con i tag, , , , , , , , , , , , , , il Aprile 28, 2008 da macdrake

28 aprile 2008

Aggiunte pagine beta per la recensione dei film:

Scheda riassuntiva delle serie Horror

Scheda serie Evil Dead

Metro di giudizio

Scheda di recensione del film The Evil Dead (it: La Casa)

Altre aggiunte/rimossioni:

Rimossa chat meebo

Aggiunto BlogRoll ai blog ed al sito del Lupo

Aggiunte tag del sito e cloud tag delle categorie

Aggiunto Meta nella sidebar per log-in/out e fedd rss del blog

Modificato veste grafica

29aprile 2008

Altre aggiunte/rimossioni:

Aggiunti link nel blogroll al Condominio Globale ed al Gipoco’s Blog

Aggiunto counter di http://stats.gipoco.com/

||Questo counter è un progetto free, molto dettagliato e molto preciso che il buon Gipoco offre a tutte le utenze web. Aiutateci nelprogetto: prelevate il codice e mettetelo nel vostro sito/blog/forum.A breve saran disponibili nuovi servizi, ed il stats counter è in continua evoluzione!||

1/05/3008

Cambiamenti:

Cambiato header e titolo blog

iniziata nuova iompostazione grafica

Il ritorno del Mac!

Pubblicato su Novità del Mac con i tag, , , , , , , il Aprile 27, 2008 da macdrake

Ok, ci siamo! amzi ci risiamo!

Sono tornato e non vi libererete tanto facilmente di me!

Cosa mi propongo di fare con sto blog? beh semplice: tutto ciò che voglio asd

Principalmente farò recensione di film horror e- sequalcuno mi coadiuverà- di altri tipi di film. Ci sarà una sezione dedicata al M.U.G.E.N., il simpatico software open source per creare in maniera semplice il proprio goregno picchiaduro 2d, che, con milioni di utenze in tutto il web, rappresenta quello che potrei definire una ver e propria mania . E poi, come al solito, posterò i miei scritti: le mie tanto odiate brutte, sporche, luride e ironicamente stronze storie di vita realmente vissute da me e che, come al solito, saranno un godereccio momento di non sense e non cultura non adatto ai palati fini, a quelli bigotti ed a quelli benpensanti. E si va a cominciare con un must!

La trilogia sui capezzoli al completo… così tanto per darvi un’idea di ciò che vi aspetta!

Ritualità mattutine del “dopodevastazione”

Pubblicato su Gli scritti del Mac con i tag, , , , , il Aprile 27, 2008 da macdrake

Dlin Dlon
I capezzoli di Patty eran sodi e turgidi.
O per lo meno, questo è ciò che ricordi.
Primo pensiero della mattina, mah…
Dlin Dlon!!!
Apri i tuoi fottuti occhi di botto e ti trovi
seminudo in un letto:
Il pc acceso davanti a te, amaretti di sassello
mezzi mangiati sparsi qua e la.
Li guardi: Meglio del pane-pensi, e subito le
immagini affollano la tua mente malata
e le sensazioni ti travolgono come un tir
impazzito sulla superstrada di vado.
Hai la gola che brucia, le rane in pancia,
respiri di merda, la testa ti scoppia e tutto
intorno a te gira e rigira, come in un fottuto
luna park.
Hai esagerato e lo sai: sei un sacco vuoto che
sta per essere riempito di realtà
nel modo più doloroso che possa esistere.
Tutta la tua vita ti arriva addosso come un
diretto Savona- Genova.
Ogni fottuta cosa fa a gara con le altre per
emergere dalla fogna in cui
l’hai sepolta la notte precedente.
Caffè, cesso, sigaretta, pc per scrivere un
pezzo. E’ tutto quel che vuoi,
è tutto quel che necessiti, non vuoi altro,
rischi di esplodere se ci metti dentro
qualcos’altro.
La tua dannata ritualità mattutina viene
distrutta da uno stramaledetto
scampanellio incessante:
Dlin Dlon!!!
Fai mente locale:
“Dove cazzo sono? Campanello, odore fetido,
rumori del cantiere qui affianco…
casa, si casa…”
“E come cazzo ci sono tornato?”
John e Giuva-ti rispondi
Vedi Gipoco che ride a qualcosa che hai detto
tu la notte prima.

Vedi Melina che mangia ravioli al vapore per
colazione della domenica.
Vuoi vomitare, vuoi amarla, vuoi uccidere
l’intruso mattutino.
Dlin Dlon!!!
Ti tiri su da quella specie di poltrona che ti
fa da letto da almeno 12 anni.
Mentre vagoli alla ricerca della porta di
ingresso le immagini ti piombano addosso:
Il postino con una raccomandata di qualche
recupero crediti;
Una postina nuda con gli auto reggenti che ti
porge una rivista di intimo femminile;
Il Raindogs la sera prima e tu che inveisci
contro qualcuno che ha effettivamente
portato via quella rivista- che esisteva e che
leggevi assieme a Marco.
Arrivi alla porta della stanza rantolando e
gemendo:
Non sai cosa vuoi di più, se andare di sciolta
sul cesso,
andare in cucina a prepararti un caffè o
scomparire dalla faccia della terra.
Dlin Dlon!!!
“Chi sono? Che cazzo ci faccio qui? Dio
bastardo oggi devo lavorare…”
Altre immagini:
Una canna fumata in macchina,
in compagnia di un amico che ha un dono
incredibile con la chitarra;
Tu che ascolti la lettura su Bukowski e che
glissi il tuo turno,
senza nascondere a nessuno il fatto che sei
totalmente devastato
da non poter leggere, parlare a toni medio alti

o solo muoverti.
I tuoi amici che ti dicono “Sei tu Bukowski
stasera, devi leggere!”
Dlin Dlon!!!
“Fanculo”
Piano piano ricordi chi diavolo sei, dove
diamine ti trovi e soprattutto perché.
Altre immagini:

Tu e Gipoco che ridete come dei cretini mentre
Alice legge “Sei pollici”
“Ho rivisto chi sai tu” dici
“Devo bere!” dice lui, sotto intendendo che la
notizia per essere retta necessita
altra devastazione;
Che schifo- dici, evocando misticamente
immagini dell’antivigilia del natale passato,
quando “Chi Sappiamo Noi” ti disse: “Mac, devo
dirtelo sennò impazzisco: sono tre anni che mi
masturbo pensando a te”.
Nausea, tradimento, bizzarria e schifo.
Lo vedi che cerca di accarezzarti i capelli ed
hai un conato di vomito.
Vedi te che ti cali una maschera di cera
addosso e fai di tutto per non picchiarlo,
perché è un amico, uno che ti è stato vicino
quando avevi davvero bisogno e mangiavi
quello che altri gettavano via. Stai per
vomitarti addosso.
Quand’ecco che ti trapassa un’altra immagine:
Il sorriso di Melina.
Ti si pianta davanti e ti fa star bene:
La rivedi nel letto assieme a te la mattina
precedente,
mentre ti scruta con un occhio bello bello e ti
parla sottovoce.
Dlin Dlon!!!
Arrivi verso la porta con la voglia di
sprofondare o di picchiare l’idiota
che ti ha destato nel mezzo di un sano sonno,
chiunque esso sia.
Il cuore ha battiti fottutamente irregolari, le
gambe non ti reggono,
ti muovi dolorante nelle ossa ed
al rallentatore, come in un acquario.
Un’immagine sola:
Tua madre e tuo nipote.
Di solito lo fanno. Arrivano con la spesa e
suonano il campanello.
Merda- pensi-che palle.
Prendi il pomello di sta cazzo di porta,
pronto ad affrontare qualsiasi situazione ti si
possa presentare.

Certo che la postina seminuda o Melina che mi
fa una sorpresa
sarebbero le cose migliori- dici a te stesso.
Hai la pancia in subbuglio,
senti un’onda diarreatica che sta per
travolgerti;
vuoi disperatamente un caffè, vuoi una
sigaretta, vuoi morire e vuoi la voce di
Melina come sottofondo.
Sei nudo, coperto solo dai boxer,
e avrai l’aspetto di merda,
l’alito fetido, i capelli a puttane e lo
sguardo psicopatico.
Vuoi suonare la chitarra, vuoi scrivere un
racconto, vuoi dar vita ad un genocidio
Dlin Dlon!!! Dlin Dlon!!!
Apri sta cazzo di porta, pronto ad uccidere un
drago.
Ti senti gli occhi iniettati di sangue, la bava
alla bocca.

Apri questa porta Mac, cristo!!!

Dlin Dlon!!!
“Salve signore, vorremmo…”
“NO!!!” dici sovrastandola, quasi urlando e
sbatti la porta in faccia a sta qui.
Senti lei che continua a parlare e inveisci
gridando contro di loro, mentre ti dirigi in
cucina per accendere la macchina del caffè:
“Fanculo!
Fottetevi, merdosi testimoni di Geova!
Andate a rompere il cazzo da qualche altra
parte!
Non avete rispetto per la gente che lavora di
sera e che si svaga dal lavoro la notte!
Crepate, porco diodo! Dovete morire di
gonorrea, che non so cosa cazzo sia ma rende
tantissimo!! Fate solo del proselitismo di
merda, vi odio!
Dovreste bruciare e sprofondare nel buco di
culo che vi ha cagato fuori!”
“FANCULOOOOO !!!” e senti le vene del collo che
si gonfiano.
Ti accendi la macchina del caffè,
vai in bagno e, mentre finalmente defechi,

pensi che non avrai pause lavorative per una
settimana intera e più.
Dio infausto! Pensi.
Vuoi il tuo schifoso caffè, la tua fottuta
privacy,
vuoi sentire Melina e vuoi scaccolarti,
grattarti le palle e scorregiare.
E’ lunedì. Ti accendi la sigaretta mentre caghi
e dici e te stesso che è un buon inizio
per un’altra settimana di merda.

Creative Commons License
Ritualità mattutine del “dopodevastazione” by Fabio Donati is licensed under a Creative Commons Attribuzione-Non commerciale-Non opere derivate 2.5 Italia License.

Birra, tabacco &…

Pubblicato su Gli scritti del Mac con i tag, , , , , il Aprile 27, 2008 da macdrake

Inizio a considerare che non me ne frega nulla,
di banalità e di idiozie, di cercare soluzioni
impossibili a problemi improbabili, o soluzioni
improbabili per problemi irrisori.
Non mi importa un fico secco di piacere, di
prendermi sul serio, di non fare figure di
merda, di arrovellarmi su cosa farò domani o
tra dieci anni.
Proprio nulla
E me ne batto il belino ed anche il culo di
critiche variegate al mio stile di vita, di
uomini saggi che elargiscono consigli perché
loro “ne sanno”;
Di tutti quelli che reputano tu debba
rendergliene conto in un modo o nell’altro;
Non mi importa di dio e degli scesi scesi in
terra, vestiti da falsi profeti figli del loro
ego, del tutto piccolo ed insignificante;
Non bado ai santoni, capi di governo, generali
di stato, politici e magistrati;
Non mi curo di eroi e miti, di carriera e di
abiti gessati… No, non me ne frega
assolutamente nulla.
E non mi importa se Laura e Marco sono andati
via, di certo non piango o mi dispero, né tanto
meno mi pongo il problema se a casa di Luca
fanno una festa e tutti i ragazzini idioti e le
bimbe sbrodolanti escon scemi per qualcosa che
oggigiorno chiamano “canzoni”.
Evito come la peste i salutisti, la moda e gli
imprenditori.
Di solito il mio interessane viene stuzzicato
molto di più un sorriso di un bambino,
di quelli che ti donan tenerezza e gioia;
da una frase di amore, da una di odio;
da una qualsiasi espressione di sentimenti
che non siano falsi ed ipocriti:
l’amore per l’arte, l’amore per la vita
e, persino, l’amore per la morte;
Normalmente mi curo solo di infelicità e
tristezza, di gioie piccole piccole e di
romanticismo anacronistico.
Ma in questa mattina, postuma da
una serata colma di rum,birra, tabacco ,

discorsi su sesso e belle fighe-
cosa può esserci di più importante
per due ragazzi poco più che ventenni?-,
ciò di cui realmente mi importa è rendere
omaggio a questa visione e godermela,
incurante di tutto, del luogo in cui mi trovo
e del motivo per cui sono lì:

Ed eccoli!
Messi in bella vista da una strana coincidenza
della vita femminile, che molte definiscono con
un puntino rosso su un lunario.
Eccoli lì, i Monet della mia estatica visione.
Belli e nobili, si ergono al di sotto di una
magliettina azzurra e la alzano, tanto son duri
e turgidi.
Ci si potrebbe appendere un attaccapanni
con su un vestito.
Erotici vessilli di un piccolo seno a coppa,
posto nel petto di un corpo atletico, sodo,
dipinto sul ventre scoperto e piatto.
Mi rapiscono, mi illuminano;
Mi mandano in estasi penetrandomi dagli occhi,
e mi incitano ad avvicinarmi a lei,
a farla mia:
“Prendici” mi dicono
“strizzaci, mordicchiaci, succhiaci
e fai tuo anche il resto del nostro corpo”
Così duri e sensuali mi ipnotizzano al punto
che oramai me li sento in bocca attraverso
quella magliettina da ginnasta, come se li
succhiassi davvero attraverso di essa.
E sono umidi e caldi sotto il tocco della mia
lingua. E sento perfino il sudore di lei che mi
scivola in gola, mentre son chino con la mente
su quel senso poco degno di tale nome:
rapisco quel gusto salato,
lo faccio mio per sempre..
Mi calmo un attimo,
giusto il tempo necessario
a non saltarle addosso.
“Ecco” mi dico
“di questo solo mi interessa realmente”
Tutto il resto è futile
Tutto il resto è vano

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Birra, tabacco &… by Fabio Donati is licensed under a Creative Commons Attribuzione-Non commerciale-Non opere derivate 2.5 Italia License.

Miele sulla pelle

Pubblicato su Gli scritti del Mac con i tag, , , , , il Aprile 27, 2008 da macdrake

Stavo cercando qualcosa di strano e di lontano,
dimenticato nei bordi del tempo… e guarda
cosa esce fuori:
Un Capezzolo!!!
Si si proprio un capezzolo, ecco quello che
andavo cercando.
Bello, turgido e duro, da suggere come un ape
fa col polline dei fiori, avidamente,
inesorabilmente.
Lo sentivo caldo in bocca, e fra le labbra
umide ci giocavo tirandolo e mordendolo,
toccandolo con la punta della lingua oppure con
tutto il muscolo.
Ci stavo ore, ero lì bello imbambolato con sto
capezzolo in bocca, lei che fremeva ed io che
gioivo… Amo i capezzoli, adoro i seni dei
quali essi sono il perfetto completamento e
letteralmente impazzisco per tutta la figura
femminile costruita ad arte dalla natura
attorno ad esso. Inutile dire che al pari dei
capezzoli amo spasmodicamente il clitoride e
tutto il sesso femminile che lo attornia.
Avete mai notato le differenze? Molte sembrano
cozze, altre fragole… talune sembran vongole
veraci ed altre ancora strane labbra gonfie e
umide. Ma una cosa è certa: qualsiasi forma
abbiano son sempre paradiso da cui sgorga
nettare. Ma io divago…
Tornando al capezzolo:
Ci misi sopra del miele che avevo con me- preso
alla fiera a Savona proprio due ore prima- e
continuai l’operazione in modo metodico, mentre
piano piano la mia mano la accarezzava su tutta
la pelle nuda e sudata, lasciando tracce di
miele mentre scendeva morbidamente verso le
gambe, meta finale di quel pellegrinaggio in
punta di dita.
Arrivato al sodo, trovai esattamente quello che
stavo cercando, mollai il capezzolo e scesi giù
con le labbra, ripercorrendo lo stesso percorso
fatto dalle mie mani.

Arrivai sull’altra splendida protuberanza
femminile, lo presi tra le labbra e ci giocai
fino a farla arrivare all’acme.
Poi mi alzai, e la vidi sversa sul sedile del
treno per pietra ligure, con la faccia madida e
goduta.
Mi chiese di urinarle tra i capelli.
Provai moto di schifo, me ne andai col la patta
aperta ed una meravigliosa erezione
inconsolata.
Il controllore mi vide e mi fece scendere dal
treno.
Ero a Finale Ligure, erano gli ultimi giorni
del millennio passato,
ed io avevo appena appreso fino a che punto ero
disposto ad arrivare con una donna, e quali
limiti non avrei oltrepassato mai.

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Miele sulla pelle by Fabio Donati is licensed under a Creative Commons Attribuzione-Non commerciale-Non opere derivate 2.5 Italia License.